Castello Vagnone, Comune di Trofarello, Torino

I Vagnone (ramo di Trofarello)

Motto: ENDURES o anche LA DIEU. MERCI.(Cfr. Giacinto Vagnone, vescovo di Alba)La spada serpeggiante presente sull’arma si volle che fosse quella di San Jago, per concessione del re di Spagna, anche se sarebbe più da tradurre come “croce patente col piè aguzzo”.

I Vagnone sono di origine Longobarda che le fonti rivelano "agnatizia" della famiglia reale della Regina Teodolinda. Questo spiega il titolo di Conti Palatini che risale ai primi tempi del trasferimento in Italia.
I primi scritti in cui si parla dei Vagnone sono le opere di Tacito (I-II sec. d.C.): P. Corneli Taciti Annalium Liber Duodecimus, De origine et situ Germanorum ecc.
Presero il nome di Guagnone o Vuagnone chiamandosi prima de Trofarello ed essendo anche distinti in de Pisce e de Percivalli. I Vagnone hanno avuto nel tempo come principali residenze il Castello di Trofarello, dove un ramo della famiglia visse stabilmente a partire dal XVII sec. sino al 1974, il Castelvecchio di Testona, e diversi palazzi a Torino. Nei documenti superstiti dell’archivio Vagnone, depositato presso l’Archivio di Stato di Torino, sono pure citati tra XIV e XV sec. diversi eventi (transazioni, testamenti ecc.), accaduti nel “Castello di Torino”, che avevano come protagonisti membri della famiglia; il che induce a pensare che questi vivessero allora più o meno stabilmente in tale prestigiosa sede.
L'insediamento a Trofarello risale al 914, anno in cui un primo documento attesta di un trasferimento di proprietà - mortis causa - da un Vagnone a un altro Vagnone.
E’ fra le più antiche famiglie di Torino, feudataria di Trofarello e di Celle da circa undici secoli (in un atto del secolo XII si fa riferimento al testamento di Immedus Guaggonus comes Cellarum, dominus Truffarelli, vivente appunto nel 914 d.C.).
Giovanni Vagnone scrisse la storia di Filippo II di Savoia, detto “il senza terra”, di cui fu Maggiordomo di palazzo.
Padre Valpredo, sacerdote dei predicatori, nel 1417 si trovava a Savigliano segretario giurato della Santa Inquisizione.
Paoletto, Vicario di Cuneo, sindaco di Moncalieri nel 1472, fu investito di Trofarello nel 1490 e fu padre del noto Giacomo Filippo.
A Torino, nel Museo Civico, si conserva il sarcofago in marmo bianco di Giacomo Filippo (morto il 16/10/1499; testò 14/09 dello stesso anno) giurista e poeta, consigliere del duca e Cancelliere di Savoia, cavaliere aurato, ambasciatore presso gli Svizzeri e presso i Valois, da cui fu insignito Cavaliere dell’Ordine del Porcospino, ordine della casa stessa. Tale sarcofago era in origine collocato nella Chiesa di San Francesco a Moncalieri, dalla quale fu traslato nel 1788, all’epoca della ricostruzione dell’edificio e del complesso conventuale.
Filippo fu signore di Castelvecchio, Cavoretto e Trofarello ed ebbe un’unica figlia, Carlotta, poetessa che sposò in prime nozze un Valperga del Villar e in seconde un Valperga di Cercenasco.
Fino a tutto il XV sec. la famiglia ebbe casana (banca) con filiali a Chieri, Asti e Lione. Nel 1357 prestarono l’ingente somma di 40.000 genovini al Vescovo di Alba e 23.000 agli Acaja. La specializzazione della casana Vagnone era il prestito con riscatto del bene (simile all’ipoteca) che pagava con i redditi dei beni stessi gli interessi.
La famiglia era inoltre molto attiva nel commercio e nel trasporto del sale sino ad avere il soprannome di “saleurata”. In quel tempo i Vagnone erano Patrizi di Torino, Asti e Chieri. Nel 1523 Antonio era zecchiere sabaudo al servizio di Carlo II.
Paolo fu Consigliere di Stato, governatore di Ivrea, di Cuneo e di Vercelli. Nel 1553 fece costruire poderose fortificazioni nella zona di Cuneo “sua ope et impensa”.
Carlo Vagnone di Trofarello e Celle, signore di Drosso, nel 1532 fu Governatore di Mondovì.
Mons. Giacinto Amedeo fu Vescovo di Alba dal 1769 al 1777. Successivamente si trasferì a San Mauro Torinese con le funzioni di Abate (Abbas sine diocesis). Fu scrittore e volle scrivere la storia della sua famiglia, ma morì prima di completare l’opera, di cui resta solo la prima parte.
Fuori del Piemonte la famiglia è nota per Lodovico, ammiraglio di Rodi; per Fra’ Giorgio, Commendatore di Malta; per i numerosi cavalieri gerosolimitani elencati nel “Catalogo Dal Pozzo”; per Padre Antonio, gesuita, nato a Trofarello nel 1566, missionario in Cina per trentacinque anni, morto a Kang-Tcheou-Fou nel 1640.
Per un patto di famiglia dell’11 dicembre 1642, il consortile di Trofarello e Celle fu diviso in due famiglie o agnazioni, mentre fu lasciato indiviso il patronato (commenda) sulla Parrocchia dei SS. Quirico e Giulitta di Trofarello, cosa che fu motivo di aspra lite nel 1764. Il ramo primogenito ha per capostipite Amedeo, che viveva sul principio del secolo XVI, da cui nel novembre 1628 nacque Francesco Federico, che otteneva il 22 luglio del 1666 immunità di 12° prole. Da lui discesero i due rami signorile e comitale, rappresentati il primo dalla discendenza del figlio Alessandro, il secondo dalla discendenza del figlio ultrogenito Alfonso.
Al principio del sec. XVI fu riconosciuto lo status di “libero e mero allodio” ai tenimenti di Trofarello e di Celle, mentre tutti gli altri beni furono riconosciuti come feudi e in particolare Mombello (con il titolo comitale), Castelnuovo, Arignano, Caselle, Caselette, Drosso, Reano, Guarente, Marentino, Castelvecchio di Testona, Borgomaggiore, Vinovo, la Gorra e Gamenario, Beinasco, Piobesi, Revigliasco, Cavoretto, Pecetto, Rivalta, Faetto e Riclaretto, Casalgrasso, Bonavalle, Giaveno, San Martino e i Mulini di Gallè.
All’inizio del ‘700 i diversi membri del ramo di Trofarello possedevano, oltre al castello e alle sue pertinenze, ai diritti di pedaggio, di “beccaria” e sul forno pubblico, una quantità sterminata di beni immobili, tra botteghe, fabbricati civili nel concentrico, cascine, grange, coltivi, boschi, prati, orti, corsi d’acqua e mulini terragni. L’ultimo discendente dei Vagnone che abitò nel Castello di Trofarello fu il Conte Filippo, Signore di Celle e Trofarello, nato a Torino 10/05/1940, che in prime nozze sposò a Moncalieri il 15/09/1962 Fabrizia Jappelli del magg. cav. Folco e di Elena Pentimalli, da cui nacquero Ignazio Maria (1964) e Ludovico Maria (1969). Il Conte Filippo sposò poi a Torino il 28/02/1981 Maria Giuseppina Mathis del n. h. dott. prof. comm. Giovanni e della dott. prof. Delfina Capris, da cui nacque Giovanni Francesco (1982).

1 Premessa

2 Contatti

3 Contatti

4 Il territorio di Truffarello

5 Il Castello Vagnone, nell'ambito di un sistema di fortilizi

6 Un complesso di edifici di varia destinazione (1)

7 Un complesso di edifici di varia destinazione (2)

8 Un complesso di edifici di varia destinazione (3)

9 La Torre

10 L'antica Casa Comunale

11 La Cappella di San Rocco

12 La Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta.

13 I Vagnone (ramo di Trofarello)

14 I Benso di Cavour

15 Riferimenti

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