Castello Vagnone, Comune di Trofarello, Torino

L'antica Casa Comunale

I documenti settecenteschi individuano la sede della Casa comunale di Trofarello in un modesto fabbricato posto immediatamente a sud della trecentesca Chiesa parrocchiale dei SS. Quirico e Giulitta. L’edificio era stato acquistato dal Comune il 15 novembre 1725 dai fratelli Bonaudi53. Il 2 settembre 1762 il regio misuratore Giò Batta Rapaso redigeva su incarico municipale la “Misura e tippo della Casa della Comunità”54, posta sotto la chiesa: un bel disegno acquerellato che ne individua l’esatta conformazione e consistenza. Si trattava di un fabbricato con annesso orto, costituito di due camere al piano terra, tre camere al piano superiore «con pavimento e plaffone», dove erano allogati il macello e la ghiacciaia, e una piccola cantina sotterranea. Confinava a nord con la contrada pubblica detta la Solata, a est e a sud col conte Feliciano Vagnone e a ovest col conte Teodoro Vagnone. Il tippo redatto dal misuratore Rapaso era finalizzato al computo dei lavori occorrenti per la «ristorazione» dell’immobile, condotta l’anno seguente da diversi mastri da muro che si aggiudicarono i vari lotti dell’opera, consistente in massima parte in consolidamenti murari, dei solai e della copertura, rifunzionalizzazione delle aperture interne, rifacimento di intonaci e tinteggiatura, rinnovamento dei serramenti. L’edificio così rinnovato mantenne la funzione di Casa comunale sino al 1858/’59, quando fu completato il riattamento del fabbricato facente parte dell’antico Castello Vagnone, contiguo alla torre medievale, che il comune aveva acquistato da Camillo e Gaetano fratelli Benso di Cavour56, come già indicato. Nel gennaio 1858, il Consiglio comunale aveva infatti deliberato la vendita della vetusta e ormai troppo angusta Casa comunale, congiuntamente al fabbricato sino allora adibito a scuole57. Ma in un secondo tempo, lo stesso Consiglio optò per la sola vendita del fabbricato delle scuole, cosicché l’antico municipio fu adibito a sede dei macelli comunali. La parte di Castello Vagnone acquistata dai Benso di Cavour e adibita a Palazzo comunale e nuove scuole era composta di diciotto ambienti; ma solo la parte nord-est, disposta su quattro piani fuori terra e contigua alla torre medievale, divenne municipio, ospitando, oltre agli uffici comunali, la sede della Guardia nazionale e gli «alloggio degli stipendiati». Nel maggio 1858 presero avvio consistenti lavori di riattamento del Castello comunale, seguiti dal geom. Borgarello, descritti in dettaglio nella sua relazione di perizia58 e consistenti principalmente in opere di consolidamento, creazione di tramezzi a divisione degli ampi ambienti preesistenti e di nuove aperture interne di collegamento tra gli stessi, sostituzione di serramenti, nonché realizzazione di nuovi intonaci e tinteggiatura generale. Altri lavori urgenti furono eseguiti nel salone del Castello comunale nel 1863, con la demolizione dell’antico soffitto a cassettoni lignei, sostituito con uno nuovo a voltini in muratura. Prendeva così avvio la lenta e progressiva depauperazione di una parte significativa dell’antico Castello, culminata nel 1972 con l’abbattimento dell’intero corpo di fabbrica superstite che permaneva in posizione contigua alla torre medievale. Spariva così il voluminoso fabbricato a quattro piani che fu sede per oltre un secolo del Municipio di Trofarello, definito “Castello comunale”in vari documenti redatti tra ‘800 e ‘900 ed effigiato in numerose cartoline ed immagini d’epoca. Con questa demolizione proseguiva anche la perdita dell’originaria conformazione volumetrica del Castello dei conti Vagnone di Trofarello.

1 Premessa

2 Contatti

3 Contatti

4 Il territorio di Truffarello

5 Il Castello Vagnone, nell'ambito di un sistema di fortilizi

6 Un complesso di edifici di varia destinazione (1)

7 Un complesso di edifici di varia destinazione (2)

8 Un complesso di edifici di varia destinazione (3)

9 La Torre

10 L'antica Casa Comunale

11 La Cappella di San Rocco

12 La Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta.

13 I Vagnone (ramo di Trofarello)

14 I Benso di Cavour

15 Riferimenti

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